La sensibilità è di Pasqua

29.03.2013 18:03

 

Io di abbacchio e patate al forno o maiale e patate al forno mangio comunque solo le patate. Non per scelta etica ma per gusto personale. Quindi la faccenda del sì o del no all'agnello mi interessa pochissimo da un punto di vista gastronomico.
Quello che proprio non condivido è questa campagna anti uccisione agnello che campeggia ovunque con l'avvicinarsi di pasque e natali. Mi sembra che si voglia  conferire all'agnellino un diverso grado ontologico rispetto a qualsiasi altro animale cucinato in altri gionri. Come se un agnello fosse più legittimato a vivere di un maiale solo perché è piccolo e carino.

Anche quelli, fisicamente non piccoli e carini meritano di vivere (o non lo meritano, ma comunque sempre parimenti a quelli piccoli e carini).



[campagna di sensibilizzazione per la dignità delle creature non piccole né carine]

Ovviamente mi rendo conto che parlare di dignità ontologica di un grasso maiale non influenzi quanto parlare di creaturine indifese, gli agnelli*, che vengono ammazzati brutalmente per semplice ingordigia umana, che vengono strappati al calore materno e alle bellezze del loro passeggiare per prati fioriti. Forse è la tragedia umana, il parlare ai sentimenti semplici è molto più facile e convincente che il parlare alla mente razionale.

(*) che poi, nota che non dovrebbe interessare nessuno con una vita, gli agnelli sono un segno filosofico non indifferente. Dalla tradizione cristiana, come segno del sacrificio degli innocenti che "tolgono i peccati del mondo", alla decostruzione nietzschiana come segno della falsa morale, della abitudine cioè, a pensare i deboli come vittime invece che come deboli. 

La sensibilità è di Pasqua

Gnam!

Silver Silvan | 04.04.2013

Io l'agnello non lo mangio da una vita, a Pasqua. Ma solo perché mio marito lo detesta e non sopporta manco l'odore. Pensare che mia madre faceva il cosciotto al forno con il rosmarino che era una bontà. E le costolette fritte o alla griglia, slurp! Bei tempi.

xchè il signore scelse l' agnello?

Esperia | 02.04.2013

Il sacrificio del povero agnello non può togliere tutti i peccati del mondo! diciamoci la verità! e una grande caxxata...perdonami lady-- ma quando c'è vò cìè vò

R: xchè il signore scelse l' agnello?

LadyMarica | 03.04.2013

ah bè, son d'accordo che non basta. Come non basta, per risolvere la mattanza illegale e violenta degli agnelli, o di qualsiasi altro animale, far digiuno solo a Pasqua.
Ma tant'è che c'è chi lo pensa.

Mi hai fatto venire in mente: "Confusi alla folla ti seguono muti,
sgomenti al pensiero che tu li saluti:
"A redimere il mondo" gli serve pensare,
il tuo sangue può certo bastare.

La semineranno per mare e per terra
tra boschi e città la tua buona novella,
ma questo domani, con fede migliore,
stasera è più forte il terrore. "

Non è bastato nemmeno quello a redimere il mondo, nemmeno gli spasimi del redentore. Ma io son di sinistra e atea, ovvio che la pensi così :)

E i gatti?

Yaxara | 02.04.2013

Io avevo proposto di mangiare gatto a pasqua, tanto per uscire dalle righe e perche' la gatta dei miei e' un botolo rotolante di sette chili. Pero' mi hanno fatto presente che sarebbero stati sette indigesti chili di colesterolo felino, quindi ho ripiegato sulle patate a mia volta.

:P

R: E i gatti?

LadyMarica | 03.04.2013

povera gatta :)
mi accusano di preferire agli agnelli i gatti, soprattutto neri. E vorrei ben vedere visto che il mio, attualmente, mi fa le fusa sulle gambe.

Meglio le patate.

la solita storia...

banditore | 02.04.2013

...che racconto:
Casa di campagna. Pascqua (mi piace raddoppiare le festività).
Non c'è l'agnello. Oh porca l'oca. Veloce guizzo macellaio. C'è, ma è vivo. Mio padre, poveretto, compiace il venditore, e lo prende. Già, ma e adesso? Si chiede in giro. Io non l'ammazzo. E nemmeno io. Dicono tutti. Finalmente arriva un assassino. Chi è? Ma è il macellaio, no? Egli uccide. Lui piange. Cosa pazza. Debitamente spellato, accuratamente diviso, egli viene cucinato. Egli chi, il macellaio? Ma no, l'agnello. Allora si dice "esso". Ah, esso. Mio padre è pentito. Ma anche sazio. Insomma, non digerisce.
A mia discolpa posso solo dire che non c'ero. Se ci fossi stato, non l'avrei ucciso. Ma l'avrei mangiato. Nemmeno Bartezzaghi saprebbe dire come.
Che dilemmi.

R: la solita storia...

LadyMarica | 03.04.2013

come al solito preciso e azzeccato. 'Sti racconti alla Bloch, mi fanno venire in mente la relatività delle cose. Un pensiero, infondo, triste, ma dipende da che si relativizza.

Un saluto.

R: R: la solita storia...

banditore | 03.04.2013

Certo: "dipende da che si relativizza"; ecco un fatto che mette nei guai il vegano (che brutta parola) più accanito: bisogna piantarla di considerare piante le piante perché, sebbene forse non piangano, s'impongono.
Il vegetalòfago sbrana insalate con animo sereno, ma tremi: sotto le sue zanne a màcina, la pianta, spàsima. Lo suggerisce una scienza misuratrice (vedi ultimo fascicolo de "Le Scienze"). Ohi ohi ohi: e adesso che mangio? - Minerali puri, asportandone con cura protozoi e i batteri, almeno finché non si sappia che lo zinco, esso, ha pure dei convincimenti.
Ed a pensarci, nell'acqua ci sono i parameci. Che facciamo, ce li vogliamo bere, quelli, o vegàno? Nell'aria, poi, stan sospese minime creature e non vorrai inspirarle, vero?
Ecco che il vegano aureolato di mitezza appare un mostro sterminatore, come una mucca, per intendersi, e ad egli non resta che una spasmodica consunzione, se vuol tener fede a quelle balle.
A meno che non capisca per tempo come pur egli sia parte di questo mondo di mangiatori senza peccato, e, carezzando il gatto, spartisca con lui una scatoletta. Di carne ex viva.
In ultimo dico che la caccia come sport, invece, è una crudele bambinata: è vero che io mangio ciò che altri uccidono e sembro perciò ipocrita, ma pensate: se ogni volta che voglio un filetto dovessi recarmi al macello per strangolare personalmente una mucca, non notereste qualcosa che non va?

Termino; lunga filippica, ma l'argomento è succoso. Un saluto.

R: R: R: la solita storia...

LadyMarica | 03.04.2013

mi trovi perfettamente d'accordo. Il punto è che ci sono livelli diversi per cose diverse, voler estremizzare tutto e poi trarne le conseguenze mi sembra molto insensato. Però è quello che fanno molti, io per prima veramente, salvo poi, nei casi fortuiti, ripensarci un po'.

Bin

Silver Silvan | 01.04.2013

Lady, sono un po' preoccupata per Bin. Secondo me sta andando fuori di testa. Ho sbirciato nel suo sito e sembra che i post li scriva in trance o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. C'è stata un'impennata di tette e culi in vista manco fosse un "giornalista" di Studio Aperto, parla coi morti, ha le allucinazioni, Boh. Come lo trovi, tu che lo senti? Povero ragazzo, sono proprio in ansia, era così simpatico tanto tempo fa ... Eh, come si cambia, per non morire.

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